Quando lessi la prima volta che stavano realizzando questa serie, ne ero stata contenta. Matthew Perry e Bradley Whitford insieme in una serie brillante e divertente: fantastico, ho pensato. Ho continuato a pensarlo per i primi due episodi, poi ho smesso. Racconta tutto il dietro le quinte e la creazione di uno spettacolo comico in diretta. Danny (Bradley Whitford) ne è il regista e Matt (Matthew Perry) ne è l'autore principale. Matt è innamorato dell'attrice Harriett, ma i due non fanno altro che lasciarsi, riprendersi, lasciarsi di nuovo... e ogni volta che si vedono finiscono per litigare, e ci sottopongono a interminabili discussioni teologiche perchè lei è cristiana e lui ateo.
Il personaggio di Danny perderebbe presto importanza, non avendo granchè da fare, così per evitarlo gli han creato una storia d'amore con Jordan (Amanda Peet), la direttrice di rete.
L'inizio è stato carino, lasciava ben sperare, invece si è perso ; doveva essere la creazione di uno spettacolo comico, ma di comico io ho visto ben poco, anzi vira verso il drammatico. L'amicizia fra Matt e Danny era uno dei punti di forza, ma è stato quasi del tutto dimenticato. Non mi stupisce che non ci sia stata una seconda serie. Ha deluso tutte le mie aspettative. Non intendo dire che fosse fatto male o brutto, ma non era ciò che avrebbe dovuto essere. Dove era lo spettacolo comico cui dovevano lavorare? Ne parlano tanto, ma non lo han fatto vedere, e questo è stato ciò che mi ha deluso di più. E' come se vedessi tutti gli attori di Zelig parlare dei loro drammi e accennare soltanto ai loro sketch comici senza mai fartici assistere.
C'è un episodio dove parlano del numero di un'attrice che non è piaciuto al pubblico, e ci fanno una lezione boriosa e non richiesta sulla nostra "Commedia dell'Arte", ma non ce lo fanno vedere, così io non posso giudicare se sarebbe stato divertente o meno. E' facile così. Dire che il tuo numero è divertente ma non mostrarlo a nessuno, dire che se non è stato apprezzato è perchè il pubblico è ignorante e non lo ha capito. Troppo comodo, così. Se parli tanto di uno spettacolo comico, allora fammi vedere qualcosa di divertente!
E' stato questo il problema principale. Di divertente ho visto poco; ho assistito a tanti discorsi su quanto loro siano intelligenti, geni della comicità, a tante liti senza senso fra i due innamorati, al grande dramma finale (il rapimento di un soldato-fratello dell'attore più importante dello spettacolo) risolto poi troppo semplicemente, di nuovo senza farci vedere nulla; ci dicono " è tutto a posto, è salvo" e fine. La cosa fastidiosa è che gli attori mi piacevano, i personaggi non erano affatto male, avrebbe potuto essere qualcosa di bello, invece ciò che mi è venuto in mente guardandola è che sembra proprio che il creatore Aaron Sorkin, descritto nei giornali come il genio che ha creato West Wing, con Studio 60 abbia voluto dire : sono talmente un genio che non intendo abbassarmi a mostrarvi cosa posso fare perchè tanto non lo capireste, perchè io sono tanto intelligente e voi siete tutti stupidi.
Io non ho apprezzato, e dal momento che Studio 60 non è stato rinnovato, ma è invece affondato dopo una sola serie, credo di non essere stata l'unica.
Ci sono state molti ospiti eccezionali, fra cui Sting, John Goodman, Felicity Huffman, Lauren Graham, Eli Wallach.
Nessun commento:
Posta un commento